Viaggio virtuale alla distilleria Bepi Tosolini con ANAG FVG

I viaggi virtuali con ANAG nelle distillerie del Friuli Venezia Giulia continuano…

Questa volta siamo stati ospitati da Giuseppe Tosolini nella distilleria Bepi Tosolini di Povoletto (UD).
La storia della distilleria inizia nel 1943, quando l’intuizione di Bepi Tosolini, appassionato conoscitore della propria terra e dei suoi costumi, acceso sostenitore della propria regione e dei suoi prodotti, vide, prima degli altri, un futuro in cui la grappa, distillato da sempre semplice, umile e molto spesso ruvido e rustico, sarebbe diventata un prodotto elegante e sofisticato, destinato ad un pubblico raffinato.

Bepi Tosolini investì tutta la vita in questo sogno!

L’azienda, ci spiega Giuseppe, nipote e quindi terza generazione della famiglia Tosolini, nasce come distilleria e liquorificio; “dagli inizi degli anni ’90 ci siamo concentrati maggiormente sulla parte di distillazione dei prodotti di origine vinica (grappe ed acquaviti d’uva)”.

Negli anni ’50 Bepi costruisce una nuova distilleria a Udine e vi affianca la più grande cantina di grappa d’Italia.
Fu sempre un uomo di grande intuito e maestria che lo portano a compiere notevoli innovazioni produttive.
Fu definito “il patriarca dell’alambicco”.
Fa costruire degli alambicchi a vapore con azionamento manuale che, ancora oggi, accanto a due alambicchi a bagnomaria, un impianto di distillazione di tipo continuo e un alambicco Charante, vengono utilizzati in azienda e sono il vero segreto del loro distillato.
Nel rispetto della sua nuova idea Bepi decide di produrre un distillato limpido e non più ambrato, come era in uso fare all’epoca, effettuando un affinamento in botti di frassino invece che nelle tradizionali botti di rovere.
Il frassino consente di ottenere una grappa di colore bianco, limpida e trasparente, esaltando i profumi e le caratteristiche organolettiche del distillato.
Ancora oggi, con l’azienda in mano alla terza generazione della famiglia Tosolini, in cui si portano avanti i valori di sapienza, rispetto, buona volontà e onestà, il frassino viene utilizzato; troviamo accanto ad esso anche le tradizionali botti di rovere e le meno diffuse barrique di ciliegio, di susino e di castagno, scelte per caratterizzare e rendere elegante la grappa che porta ancora il nome di Bepi.

Giuseppe ci accompagna (virtualmente) a spasso nella sua azienda, partendo dall’impianto moderno di imbottigliamento (capace di riempire 3500 bottiglie all’ora), passando in mezzo ai serbatoi dove riposano i distillati, fino a mostrarci le diverse tipologie di alambicco e la cantina dell’azienda, dove le grappe e le acquaviti riposano nelle barriques sotto sigillo doganale.

La loro linea di prodotti è ampia: MOST è l’innovazione che porta sul mercato l’identità dell’acquavite d’uva ottenuta distillando il mosto; le grappe sono ottenute dai vitigni del territorio; troviamo le sfumature di legni diversi per l’affinamento di diversi distillati; brandy, rum, alcuni liquori e il famoso Amaro Tosolini. Producono anche diversi alcolati, liquori e bagne per la pasticceria con l’azienda Camel, altro sogno di Bepi Tosolini, che voleva unire l’arte della distillazione con la tradizione dolciaria italiana.

Le materie prime, non serve neanche dirlo, sono severamente selezionate in una rete fidata di fornitori sul territorio friulano (zone DOC del Collio, dei Colli Orientali e delle Grave del Friuli). Le vinacce vengono distillate fresche a poche ore dalla loro follatura, rispettando i giusti tempi, con lente fasi e bassa produzione, così da preservare tutta la qualità della materia di partenza, i suoi aromi ed i suoi profumi, ottenendo un distillato puro e prezioso. Nel periodo della vendemmia, le vinacce, arrivano quindi 24 ore su 24 e distillano di continuo fino al 1° novembre, perché come ci dice Giuseppe “non siamo mai stati convinti delle tecniche di conservazione”. Gli impianti sono totalmente computerizzati, permettendo così di controllare continuamente i parametri di processo ed ottenere una qualità costante dei prodotti.

“L’alambicco non è il segreto della distillazione… il segreto è ciò che ci metti dentro” ci dice Giuseppe, proprio a sottolineare quanto sono importanti per loro le materie prime.

Conclusa la visita virtuale e il racconto della storia dell’azienda ci prepariamo agli assaggi, guidati da Paolo ed Eric di ANAG.

Cinque sono stati i prodotti della serata:

MOST Acquavite d’uva (40° alcol)
Questo prodotto nasce nel 1980 e, dalla sua nascita, è rimasta uguale anche la bottiglia: un calice rovesciato. E’ ottenuto distillando negli alambicchi a bagnomaria il mosto di Friulano, Fragolino, Moscato e Merlot. Brillante alla vista, grazie alla filtrazione con i carboni attivi che eliminano gli olii del vinacciolo. E’ un’acquavite fine al naso ed intensa e la distillazione a bagnomaria (in cui il vapore non entra a contatto diretto con la materia prima) permette di conservare tutto il bouquet aromatico floreale e fruttato dei vitigni di provenienza. Avvolgente e vellutata al palato, fragrante, delicata e l’alcol si mostra ben bilanciato. E’ un prodotto caratterizzato da brio e freschezza che lo rende bevibile anche durante l’estate.

Grappa Agricola (50° alcol)
Questa grappa è la sintesi di 70 anni di esperienza. Fine e pulita al naso, porta con sé piacevoli aromi vegetali e di vinaccia rossa delle uve da cui viene prodotta (Refosco, Cabernet, Merlot). E’ la classica grappa friulana, con un certo carattere al palato. Fragrante, asciutta, decisa e molto persistente.

MOST Barrique ciliegio (40° alcol)
In questo prodotto hanno voluto sommare il fruttato del MOST e il fruttato dolce del legno di ciliegio. Giallo oro alla vista che ci apre un mondo diverso rispetto ai distillati precedenti. Molto fine al naso, regala sentori di ciliegia, uva passa e frutta matura. Emergono sensazioni piacevoli ed eleganti anche al palato. Non c’è la comune vaniglia ceduta dal legno, ma il ciliegio regala un connubio perfetto tra i suoi aromi e quelli dell’acquavite d’uva, accompagnandosi aromaticamente senza nessuna prevaricazione dell’uno o dell’altro.

Smoked (40° alcol)
Una grappa da uve rosse (Cabernet e Merlot) unica nel suo genere: distillata nell’alambicco tradizionale friulano, affina 12 mesi in barrique di rovere francese. Gli viene poi conferita la caratteristica nota affumicata, con un successivo passaggio in particolari botti ottenute bruciando al loro interno le scaglie di rovere e le foglie di tabacco Kentucky di origine italiana. Si ottiene così una grappa dal color ambrato con riflessi dorati, dal gusto deciso e avvolgente in cui si riconoscono nitide le note di tostatura inizialmente e affumicatura poi. E’ però discreta al naso e sontuosa in bocca; l’affumicatura è leggera e persiste al retrolfatto in maniera non invadente. Una delicata nota dolce la rende un po’ “ruffiana”. Una grappa da meditazione da gustare con un pezzo di cioccolato extra-fondente, un sigaro o, con un azzardo in cucina, come ci suggerisce Giuseppe, intingendo in essa del filetto di salmone crudo (così come si fa con la salsa di soia)…l’affumicatura ne verrà elegantemente esaltata.

Amaro Tosolini (30° alcol)
Come in una degna conclusione di un buon pasto, anche noi terminiamo la nostra serata con un Amaro. Da una ricetta trovata in un vecchio quaderno, con la mano sapiente dell’innovazione, nasce Amaro Tosolini. 15 erbe macerate in soluzione alcolica a cui viene aggiunta una parte di MOST che lega ancor più questo prodotto a Bepi Tosolini. 15 erbe che regalano un bouquet ricco al naso, tra cui si riconoscono l’arancio amaro, il chinotto, il bergamotto, la genziana, il rabarbaro e la menta. Accanto ad esse, in mezzo ad una ricetta ovviamente segreta, Giuseppe ci svela la presenza del Santonego (l’assenzio marino) raccolto nella laguna di Marano. E’ un amaro mediterraneo, con sapori salmastri e per esaltare ancor più la sua identità marina lo affinano in una barriqueria sita nell’oasi naturale di Carlino.
Territorio, gusti nuovi, innovazione è il matrimonio di questo Amaro fine, fragrante e persistente che presenta un tenore zuccherino ben dosato e un bel equilibrio organolettico all’assaggio.
Liscio, con ghiaccio o nella mixology…un amaro unico che nasce “respirando l’aria salmastra” del Friuli.