Vie d’Alt

Una famiglia. Tre sorelle unite dalla passione…e oltre.

Vie d’Alt è il primo vigneto acquistato nel 1915 dal nonno, Antonio Venica. La moglie gestiva un agriturismo, cucinava per i militari della vicina base che c’era a quel tempo. Antonio produceva il vino a livello casalingo, ma non appena ebbe due soldi in tasca iniziò ad acquistare vigneti attorno alla loro tenuta. Iniziò proprio da Vie d’Alt. Il vigneto in cima alla collina di fronte alla loro veduta.

Siamo oggi alla quarta generazione, con l’azienda condotta dalle tre sorelle Nadia, Mara e Giulia. I tre petali del tulipano stilizzato che troviamo nel loro logo: l’armonia, la sinergia, la passione…e oltre. A quei nonni quest’anno dedicheranno il loro primo Uvaggio Bianco, che io ho avuto l’onore di assaggiare in anteprima: Malvasia che affina in tonneaux, Friulano e una piccola percentuale di Traminer aromatico. Uve autoctone che regalano all’assaggio frutta gialla matura, frutta esotica con ricordi di ananas e papaya; si sente la presenza del legno in lievi sentori di vaniglia e spezie, esce la mandorla del friulano che, qui, la troviamo addolcita; un calice che regala un’esplosione elegante anche di note di pepe, fiori bianchi di campo, liquirizia e miele. Un vino che con il tempo si equilibrerà sempre più, rendendolo un omaggio importante ai nonni che fondarono quest’azienda radicata in questo angolo di Prepotto.

I vigneti terrazzati, vendemmiati rigorosamente a mano, si estendono ad anfiteatro per 18 ettari, a ridosso del parco naturale Bosco Romagno, su terreni costituiti dalla tipica ponca (un’alternanza di strati di marna e arenaria, ricca di sostanze nutritive che consentono una crescita sana e duratura delle viti). Ogni varietà è coltivata all’altitudine ideale e con l’esposizione migliore per donare frutti di elevata qualità. Troviamo così, tra le diverse varietà sia autoctone che internazionali, filari di Malvasia, Sauvignon, Friulano, Traminer aromatico, Verduzzo friulano, Refosco dal Peduncolo rosso, Pignolo, Schioppettino,… che la piccola Giorgia (3 anni), figlia di Nadia, sa già elencare con il suo carattere sapiente e deciso. Un lungo elenco da offrire poi 18 etichette differenti. Produzioni ricercate, piccole quantità, ma un grande ventaglio di scelta di bottiglie da poter mettere sulle nostre tavole.

In cantina si respira aria di famiglia. Traspare l’unione tra le generazioni e la voglia di valorizzare il loro nome e il territorio.

Inizio gli assaggi, in sala degustazione, affacciata sulle colline di Prepotto.

Ribolla gialla spumantizzata Extra dry 2019, 12,5% alc.. La loro unica bollicina vinificata nelle due piccole autoclavi presenti in cantina da non molto tempo. Nadia me la versa nel calice; brilla del suo giallo paglierino con un fine perlage. I profumi intensi si sprigionano immediatamente: frutta gialla, pesca, mela, pera, note agrumate, fiori bianchi, mineralità; gli zuccheri sono al limite dell’extra dry e questa lieve dolcezza rende ancor più elegante la Ribolla al palato.

Friulano DOC Colli Orientali del Friuli 2019, 13% alc.; il secondo assaggio: floreale, pepe bianco e caratteristiche note di mandorla che ritrovo poi al palato in un morbido assaggio, equilibrato.

Pignolo DOC Colli Orientali del Friuli 2015, 13,5% alc.; Rosso rubino inteso con lievi riflessi granati. Frutti freschi rossi e neri al naso: ribes, mora, lampone, prugna nello specifico. Note speziate, pepe nero e ginepro, note fumè e lievi note vegetali riempiono l’intensità al naso. All’assaggio entra morbido, fino al sopravvento del tannino che accarezza irruento le papille. Un vino che prospetta un’importante longevità. L’entrata aromatica è ricca di note pepate per poi ingentilirsi con aromi di frutta rossa e frutti di bosco. Nell’apertura emergono anche note di fiori secchi e note vegetali secche che lo armonizzano ancor più.
Un vino importante che nasce da un piccolo grappolo compatto a forma di pigna, da cui il nome, che ha bisogno di molta cura per la sua estrema delicatezza. Un vino ideale per accompagnare piatti ricchi di selvaggina.

Schioppettino IGT Venezia Giulia 2019, 14% alc.; Nadia mi fa assaggiare questa versione d’annata dello Schioppettino, autoctono di Prepotto. È la versione più aggraziata. Un mese di appassimento, non vede legno ma solo acciaio, 14 gradi alcolici ma un importante residuo zuccherino. Rosso rubino con riflessi violacei. La fragolina di bosco, accanto alla rosa escono irruente dal calice; si fanno spazio poi altri piccoli frutti rossi e la caratteristica nota di pepe. Morbido al palato. 

Ruffiano nella sua concentrazione zuccherina che, bilanciata alla perfezione con un leggero tannino e l’acidità, non risulta per nulla stucchevole. Le note aromatiche del naso, al retrolfatto ritornano tutte, ricche e succose.

Presto vi parlerò ancora di più di questa realtà incastonata tra le colline di Prepotto.
Degusteremo insieme i loro fantastici vini autoctoni.
Queste tre sorelle le voglio portare con me nei prossimi eventi, nelle prossime degustazioni, nei prossimi corsi di avvicinamento al vino.

Le sentirete nominare spesso…
Restate in attesa e…preparate i calici!