FRIULANO E TOCAI FRIULANO MUZIC: LA VERTICALE

Friulano.
Voce, uomo, vino, terra.
Quale meglio di questa parola può esprimere il concetto di un territorio? Con “friulano” identifichi tutto: una lingua, un popolo, un saper fare, un territorio ed un vino che lo esprime.
Il 2007 ha segnato il cambio di un’era che ha portato il risvolto positivo, a mio parere, della valorizzazione maggiore dell’identità di questo vino con un nome che lo identifica figlio della sua terra e dei suoi uomini. (Non tutti i mali vengono per nuocere).
Nel Friulano, caro vecchio Tocai, della cantina Muzic si riconosce il territorio e l’identità di questa famiglia che è qui, a San Floriano del Collio, dagli anni 60.
“Estremamente rustico, è il classico vitigno da imperfezione: amarognolo, in alcune annate prevale la parte vegetale, in altre quella fruttata,” un bianco che vive negli anni con una longevità sorprendente.
Grazie all’invito alla Masterclass organizzata da Gambero Rosso ho avuto modo di condividere un percorso di 6 annate che ci ha fatto andare a ritroso di 27 anni: 2021 – 2016 – 2013 – 2009 – 2007 – 1999.
2021: giallo caldo con riflessi leggermente ambrati, profuma di mandorla, fiori bianchi e gialli, di frutta a polpa gialla matura e agrumi canditi, macchia mediterranea, salvia e rosmarino con una leggera nota sulfurea iniziale; l’ingresso al palato è setoso e rotondo, minerale e sapido con una bella freschezza. Naso e bocca sono estremamente equilibrati.
Lo lasci nel calice e man mano passa il tempo regala sentori di mela cotogna, pesca, albicocca.
2016: giallo dorato brillante, un’immediata nota sulfurea lascia poi spazio, man mano che si apre, a frutta esotica matura e candita con ricordi di ananas, banana, papaya e mango, pesca, mandorla tostata e un’impronta di nota iodata, di pietra focaia e oliva verde. Verticale e più snello al sorso dell’annata precedente che lo fa sembrare più giovane, figlio di un’annata non particolarmente felice meteorologicamente. Croccante e con la sensazione di un leggero tannino dato dalla parte fenolica che emerge ad ogni sorso. Si apre al calice e man mano che le note fruttate diventano evanescenti emergono le note fresche e balsamiche di macchia mediterranea.
2013: giallo dorato con riflessi giallo-verdi. Verticale, floreale con ricordi di bocciolo di margherita e tarassaco, nota fresca di macchia mediterranea, spezie dolci, mandorla, frutta esotica matura e a polpa bianca, ritroviamo anche qui una nota iodata. Il palato conferma il naso: complesso, fresco ed equilibrato.
2009: giallo dorato. Al primo impatto risulta un po’ chiuso, ma non pecca di finezza ed eleganza. Gli aromi primari iniziano a sentirsi molto evoluti ricordando la frutta secca, un bouquet di fiori secchi, fieno secco, mandorla e nocciola tostate, frutta cotta, cotognata, la frutta inizia a confondersi tra una varietà e l’altra ricordando una confettura di frutta mista, erbe aromatiche essiccate (salvia secca, timo). In bocca regala morbidezza e sensazioni vellutate, non è particolarmente lungo, è caldo e sulla punta della lingua regala quasi una sensazione di “dolcezza”. Lo lasciamo nel calice per poi ritrovarlo ad esprimersi nei suoi aromi primari, come se l’ossigenazione l’abbia riportato indietro nella sua evoluzione.
2007: l’ultima etichetta di “Tocai” appare gialla dorata con leggeri riflessi ambrati. Le leggere note di ossidazione ricordano la frutta matura per poi lasciare spazio all’evoluzione che regala profumi di tarassaco, miele di castagno, mandorla tostata, frutta secca, paglia, fieno e mela cotogna. In bocca si presenta fresco e rotondo per poi svanire lasciando ricordi di tè alla pesca, pepe di Sichuan, note vegetali di foglie di tè, biscotti di sfoglia caramellata.
1999: giallo con riflessi oro-verde. Un’emozione averlo nel calice. Etereo con note legnose, polverose, di agrumi canditi, pompelmo essiccato, note di polline, boccioli di tarassaco, pepe nero e di Sichuan, spezie dolci e legnose. Entra in bocca rotondo per diventare subito verticale; avvolge il palato con tannino, acidità e freschezza (dopo 27 anni!). È ancora vivo e croccante con una corrispondenza naso e bocca perfetta.
È sempre emozionante scoprire come un vino bianco possa reggere così tanto nel tempo: 20, 30 anni fa non c’era il sapere evoluto e la tecnologia che ci sono ora; il vino veniva prodotto per essere consumato e venduto per un guadagno immediato, non certo per durare nel tempo. È incredibile, trovare ora, nelle annate più vecchie, una tenuta così perfetta, un’acidità ancora viva, un vino ancora vivo e senza i segni del tempo, un vino ancora estremamente equilibrato ed apprezzabile con uno scrigno di emozioni da poter regalare ad ogni sorso.
C’è chi ha definito, in questa giornata, il vino “democratico”. No, il vino è di chi lo fa bene, lo conosce, lo apprezza, ne parla con le dovute parole e ne sa distinguere la qualità. Il vino non è e non sarà mai democratico, certi calici non sono per tutti i palati né per tutte le teste, altrimenti ognuno di noi berrebbe di tutto senza alcuna distinzione e valorizzazione.
Ed il Friulano – Tocai della cantina Muzic sa distinguersi e rappresentare nella storia e negli anni il suo nome e la sua terra.
Grazie per l’invito a questa Masterclass a Gambero Rosso, nella figura di Valeria Roberto, alla guida di Giuseppe Carrus, a Fabijan e tutta la famiglia Muzic per l’ospitalità e per avermi regalato questa esperienza professionale unica.





