Ronco Margherita

Una tavolozza di assaggi: dai “Pastello” al rosso rubino

Un’azienda che valorizza i vitigni autoctoni friulani, coltivando però, accanto ad essi, quelli internazionali che in regione hanno trovato terra di vocazione.
Vendemmia manuale e conversione biologica.
Attenzione al terroir: i vitigni vengono coltivati dove meglio si esprimono; e così l’azienda consta di tre zone vitate sparse nel Friuli: Pinzano al Tagliamento, attorno alla tenuta, Dandolo (dove vengono coltivati Traminer e Glera) e a Manzano, nei Colli Orientali, dove la ponca conferisce la sua forza a bianchi e rossi.

Diversi assaggi che mi permettono di capire l’identità e le varie sfaccettature di questa cantina.

Collezione ‘Pastello’.
Un bianco e un rosso frizzanti: freschi, vivaci e diretti come due bambini che crescono in collina. È questa l’immagine che i produttori hanno di questi loro due vini ed è per questo motivo che hanno deciso di far disegnare proprio ai bambini la loro etichetta. “In occasione della festa della vendemmia, ogni anno, organizziamo un concorso di disegno aperto soltanto ai bambini: il disegno più bello diventa l’etichetta del nuovo Pastello”.

Pastello bianco vino frizzante sur lie 2016. Sapiente unione di Ucelùt (50%) e Sciaglin (50%) che dopo una prima fermentazione in vasche di acciaio, subisce una seconda rifermentazione naturale in bottiglia secondo il metodo ‘sur lie’, donando un vino frizzante secco con un leggero deposito di lieviti sul fondo della bottiglia, che è la caratteristica principale dei vini ‘col fondo’.
Molto leggero al naso con sentori di lievito, mineralità che ricorda il talco e note floreali; bollicina molto fine al palato con acidità ben bilanciata.
L’abbinamento ideale è quello con la frittura di pesce.

Pastello rosso vino spumante extra dry 2016. 100% Forgiarin, altro vitigno autoctono e storico della zona, rivisitato in questa originale veste: spumantizzazione con metodo Charmat.
Rosso rubino, vivacizzato ancor più dalla bollicina. Marcate note di ciliegia matura, succosa, e fragola. Bollicine delicate al palato, piacevole equilibrio delle note aromatiche, tanniche, acide e amare.
È l’alternativa regionale al Lambrusco, sposandosi così alla perfezione con musetto, zampone e bollito misto, non disdegnando salumi e formaggi grassi.

 

Ovalis 2015. Blend di Merlot, Refosco dal peduncolo rosso, Cabernet Sauvignon, raccolte in leggera surmaturazione, che affina 18 mesi in barrique di rovere francese. Rosso rubino intenso con sentori di vaniglia, frutti rossi e spezie, tra le quali prevale il pepe nero. Rustico, con buon tannino al palato e aromaticamente persistente. Ideale con piatti ricchi di carne, come spezzatino o zuppe di gulasch.

Tiliae 2015. Il “fratello bianco” del precedente: blend di uve di Friulano, Ribolla gialla e Sciaglin, raccolti in surmaturazione. Il mosto viene fatto fermentare in barrique nuove di rovere francese dove si eseguono frequenti rimontaggi, per circa 6 mesi, in modo da estrarre al meglio la componente aromatica e fenolica. I vini, fino a qui processati separatamente in base alla tipologia di vitigno, vengono travasati ed assemblati, continuando poi la maturazione per circa 8 mesi in acciaio fino all’imbottigliamento.
Vino dedicato ai due tigli secolari che durante la degustazione ci fanno compagnia e ci proteggono dai raggi del sole, qui, nella Tenuta ‘Col Colat’ di Pinzano al Tagliamento.
Note di pera, pesca bianca e fiori bianchi al naso, morbido all’assaggio.


Sorseggiamo e degustiamo guardando le loro fronde maestose… Eleganza, delicatezza di quest’ultimo vino. Sembra quasi richiamare il muoversi delle loro foglie alla piccola folata di vento.