Maso Grener


Fausto Peratoner ci accoglie nel suo maso-agriturismo sulle colline di Pressano.
Qui i Masi erano delle comunità autosufficienti, nati tra il 1400 e il 1500. A quell’epoca se ne contavano una ventina e già tutti al loro interno avevano la cantina.
Fausto, dopo una lunga esperienza in una cantina sociale della zona, nel 1999 decide di tornare “in famiglia” acquistando con la moglie (enologa come lui) la parte vitata del Maso Tratta.
Nel 2013 avviene la prima vendemmia in quello che era diventato Maso Grener, da “grödner”, “gente che viene dalla val Gardena”, la famiglia di Fausto.
Passeggiando tra i vigneti ci si rende conto della complessità del terroir: rocce dolomitiche che si incrociano con i suoli porfirici e granitici della Val di Cembra. Un mix unico che si ripercuote anche nei vini.
L’esposizione di questo versante rivolto a sud-ovest permette di avere il sole tutto il giorno ed assieme all’Ora del Garda, che risale nella valle e qui muore, per dieci mesi all’anno, mitiga ed asciuga la vegetazione.
I vigneti sono trattati con il massimo rispetto con protocolli di lavorazione prossimi al biologico, seppur l’azienda non possieda alcuna certificazione. Tutte le lavorazioni sono manuali, specialmente la vendemmia.
6 ettari di proprietà: 3 ettari divisi tra meleti e bosco e gli altri 3 divisi tra vigna Tratta e vigna Bindesi dove si coltivano sui tradizionali impianti a pergola Chardonnay, Sauvignon, Nosiola e il Pinot Nero.
La Nosiola si dice che sia nata qui, a Pressano. Occupa 30 ettari di vigneto in tutto il Trentino (su 9000 ettari totali di coltivazione della vite). Qui vinificata nella versione secca, nella zona di Toblino prevalentemente passita nelle vesti del Vino Santo del Trentino
Partiamo proprio da quella per la degustazione.
Nosiola Vigneti delle Dolomiti IGT 2018.
Nosiola, cioè “nocciola”, per la forma dell’acino o per il gusto (dopo un anno in bottiglia i sentori ricordano la nocciola tostata), una diatriba che resterà sempre aperta.
È l’ultima varietà ad essere vendemmiata (tra fine settembre ed inizio ottobre).
Generalmente il grado viene mantenuto basso con note di freschezza mai assenti.
Questo primo assaggio in particolare ci regala sentori di frutta bianca che ricordano prevalentemente la pesca bianca, leggera nocciola fresca, fiori bianchi, note minerali. Buona acidità in bocca con note sapide di mineralità.
Secondo vino nel calice: Bianco Vigneti delle Dolomiti IGT 2017. 70% Chardonnay e 30% Sauvignon. Il vino storico, il primo che fu prodotto in quella prima vendemmia del 2013, in cui vedeva anche la presenza di una percentuale di Nosiola, poi vinificata in purezza dal 2017.
Giallo paglierino. Note di frutta gialla, mela, pera al naso, leggeri sentori esotici. Morbido, caldo in bocca, non mancano le note minerali e una buona acidità.
Chardonnay Trentino DOC 2018 Vigna Tratta, il terzo assaggio. È la selezione delle annate migliori di questo cru. Giallo paglierino, ricco di aromi di frutta gialla, spezie dolci, e note morbide di burro, seguite da ricordi salmastri e buona mineralità anche al palato. Ancora giovane e fresco però, in confronto al successivo assaggio.
Stesso vino, annata 2013 (la prima vinificata). Si sente il legno in modo non invadente e l’affinamento di tre anni e mezzo in bottiglia.
Giallo paglierino carico agli occhi. Ricco di sentori al naso: frutta gialla matura, succosa; frutta esotica, ananas e banana. Mineralità leggera. Leggere e soffuse note balsamiche. Miele, millefiori e di acacia. Morbido e caldo in bocca con note delicate di vaniglia e frutta secca. Buona acidità e note sapide minerali.
Dallo stesso cru proviene anche il quinto assaggio: Sauvignon Trentino DOC 2016 Vigna Tratta. L’80% fermenta, per tradizione, in legno di acacia (botte di 2000 litri usata). L’unico vino dell’azienda sottoposto a questo processo. È un Sauvignon “adattato alla zona” con ricordi più francesi che nazionali. Giallo paglierino con riflessi verdognoli, fruttato al naso (frutta gialla e bianca, pesca bianca in particolare), elegante, fine. Note vegetali leggere di peperone e pomodoro verde. Una leggera balsamicità. Buona acidità in bocca, note minerali. Persistente. Al retrogusto escono le note balsamiche.
Da Vigna Bindesi arriva l’ultimo vino degustato: Pinot Nero Trentino DOC 2016 Vigna Bindesi, in cui spiccano le note di frutti rossi (ciliegia, marasca, fragola) affianco alle note vanigliate e di spezie dolci. Succoso, fresco ed equilibrato nella tannicità al palato.
