Bellaveder

La storia vitivinicola della famiglia Lucchetta inizia negli anni Cinquanta con l’acquisto di 3 ettari di vigneto.
Tranquillo Lucchetta ci accoglie nel silenzio delle sue colline sopra San Michele all’Adige. Siamo a Faedo. Siamo nell’azienda Bellaveder…. E il paesaggio da qui dà giustizia al nome: il panorama verso la pianura sull’Adige è spettacolare.

La cantina ipogea nasce nel 2004. Nel 2006 la prima vinificazione.
Le vigne di proprietà sono tutte coltivate in regime biologico. “Il veleno lo fa la quantità non la qualità”, diceva però il nonno di famiglia. Con gli anni le visioni sono un po’ cambiate. La vigna deve essere in equilibrio con l’ambiente. Il rispetto per il territorio lo si osserva, come sempre, nella gestione del vigneto e nelle parole di Tranquillo: potatura soffice secondo il Metodo Simonit & Sirch, utilizzo di soli rame e zolfo nei trattamenti, arieggiamento dei terreni a filari alterni, alternato a sovescio, gestione quindi meccanica del sottofila e bassa resa per ettaro.
La parcella principale è situata negli immediati dintorni del maso: qui, tra 250 e 300 metri di quota, si riescono a far emergere le forti tipicità dei vini bianchi e rossi autoctoni. Il secondo appezzamento si trova invece in alta Valle dei Laghi, a Cavedine, ed è di fondamentale importanza, data l’altitudine e la forte escursione termica, per la produzione dei vini aromatici e delle basi spumanti destinate alla produzione del Trento DOC.
Lagrein, Pinot Nero, Teroldego, Chardonnay, Gewürztraminer, Pinot Bianco, Sauvignon, Riesling e Müller Thurgau.
Rossi allevati a guyot e bianchi a pergola trentina. “Qui il sole picchia!” ci dice Tranquillo, “l’uva, specialmente la bianca, deve essere riparata”.
I vini bianchi mantengono tutta la loro freschezza in acciaio, i rossi affinano in legno senza però che questo prenda il sopravvento sull’aromaticità caratteristica.

Schietto come i suoi vini, Tranquillo, non si fa sfuggire qualche critica al sistema a cui i vignaioli devono sottostare. Discutiamo sugli spumanti, i più complessi, non tanto dal punto di vista produttivo od organolettico, quanto dal punto di vista normativo…e burocratico.
“Ho in corso da anni una diatriba sul Brut Nature” ci fa sapere.
Come sappiamo uno spumante metodo classico per rientrare nella categoria brut nature deve avere un contenuto di zuccheri inferiore a 3 g/L.
“Non è specificata però una cosa: se ho un vino con residuo zuccherino di 1 g/L e ci aggiungo il liqueur d’expedition con 2g/L di zucchero, posso definirlo ugualmente brut nature…ma non è più Nature!”
D’altra parte non ha tutti i torti…


Ci avviamo nel mentre nella sala degustazione.
“Quello che mi interessa di più del vino è l’onestà”, dice.

Quell’onestà che ho trovato nelle sue parole e negli assaggi. Iniziamo proprio da quel “nature” su cui abbiamo discusso. Lui il liqueur d’expedition non lo aggiunge, ci sottolinea. Rispettati i 3g/L NATURALMENTE.
Trento DOC Nature Riserva 2014 (13% vol). 100% Chardonnay che riposa in bottiglia 40 mesi sui lieviti.
Bollicina fine e persistente, morbida e vellutata anche al palato. Nocciola tostata e mineralità preponderanti al naso. Morbidezza e acidità in bocca. Aromaticità persistente.

Curiosa, chiedo di assaggiare Riesling e Sauvignon, il mio bianco preferito che ricerco sempre in qualsiasi veste e tipicità.
Riesling Trentino DOC 2016 Selezione Faedi (12% vol). Elegante e fine; soffuse note fruttate (pesca) e tipiche di idrocarburi. Morbido e ottima acidità in bocca. Persistente. Entra rotondo e pieno in bocca e permane.
Sauvignon Vigneti delle Dolomiti IGT 2017 Selezione Faedi (13,5% vol). Intenso al naso: note fruttate (pesca, frutta esotica, peperone), e vegetali tipiche. Morbido, acido, sapido in bocca; avvolgente; buona persistenza. Pieno, rotondo, non eccessivamente lungo di struttura. Fresco.

Proseguiamo e concludiamo gli assaggi con i rossi; due Pinot Nero nello specifico. Due prodotti da uve provenienti da terreni e cloni diversi.

Pinot nero Vigneti delle Dolomiti IGT 2017 San Lorenz (13% vol). Piccoli frutti rossi, ciliegia, fragola, pepe, note speziate al naso. Morbido in bocca con aromi molto persistenti.
Pinot nero Riserva Trentino DOC 2016 Selezione Faedi (14% vol). Frutta rossa matura, che ricorda la confettura, aromi floreali con preponderanza di note delicate di rosa rossa, note di pepe e note balsamiche, leggerissima vaniglia.
Rotondo, morbido, vellutato in bocca; vaniglia che prendere il sopravvento, poi entrano in scena gli aromi fruttati e leggermente quelli speziati. Leggera acidità. Più complesso del precedente, sia al naso che al palato, ma meno persistente al retrolfatto.

Appoggio il calice, rimetto via il mio quadernetto degli appunti, faccio qualche immancabile acquisto e saluto questo vignaiolo “fatto di terra e luce, arte e pensiero”. Come la famiglia Lucchetta da anni si definisce.