Serata “tagliata di cervo” al rifugio pradut

Degustazioni in alta quota

Non ho mai trovato posto più bello dove lavorare.

La mia montagna, la natura, i panorami.

Angelo e Linda, le persone fantastiche con cui, quassù, collaboro; la loro solarità e professionalità. La loro grinta e, soprattutto, i valori del buon cibo e della valorizzazione dei prodotti sani e italiani, ancor meglio se del territorio, che spingono anche me, ogni volta, ad affrontare il mio lavoro con cuore e tanta passione.

Non era solo tagliata di cervo. C’erano i taglieri con petuccia di Claut, pancetta di Sauris, salame di cervo e speck dell’Alto Adige; ricotta della malga agriturismo Casavento e formaggio Montasio con composta di pomodori fatta in casa; ed, infine, il cestino di polenta con funghi, Montasio e Grana.
Ho portato un po’ di Alto Adige, di una delle mie cantine preferite.
Lagrein Alto Adige DOC 2018 e Pinot Nero Saltern Alto Adige DOC Riserva 2016 della Cantina di Caldaro.
Il Lagrein, che ho voluto abbinare con gli antipasti, è uno dei tre vitigni autoctoni dell’Alto Adige. Rosso rubino intenso con riflessi violacei, con importanti note aromatiche di frutti rossi maturi (ciliegia, fragola, amarena, mirtilli), spezie (pepe, cannella, spezie dolci), note resinose e legnose, sentori di cioccolato bianco e fave di cacao, tabacco e sottobosco. Un vino che entra timido in bocca e lascia pulizia e freschezza con leggere note aromatiche al retolfatto. Ha accompagnato alla perfezione le note “di montagna” e la ricchezza dei taglieri.
La morbidezza e la dolcezza della tagliata di cervo l’ho spezzata con i tannini e accompagnata con altrettanta morbidezza del Pinot Nero Riserva. Avvolgente al naso con note di frutti rossi e frutti di bosco (lamponi, more, ciliegia, amarena, marasca), intrigante nella buccia di arancia essiccata accompagnata da pepe nero e note di amaretto; non mancano i ricordi del legno, il cioccolato e le note tostate di caffè. Avvolgente al naso, tanto quanto al palato: rotondo, morbido, con una buona acidità che gli dà ancora lunga vita; caldo; un’esplosione di aromi e un leggero retrogusto amaro per niente sgradevole lo arricchisce in tutte le sue note. La persistenza è incredibilmente lunga…

Sapori forti, montani, conclusi con mousse al cioccolato bianco, mele caramellate alla grappa e crumble. E proprio con la grappa ho voluto chiudere il mio abbinamento guidato della serata. L’ho cercata nel mio amato Trentino, in una cantina -distilleria le cui origini si perdono nella storia, in una famiglia che ci ha messo sempre tanta dedizione, tradizione e innovazione in ogni singolo angolo di azienda.
Grappa di Gewürztraminer barricata: in rovere francese dove prima, la famiglia Pisoni, affina per un anno il loro Sarica bianco (Chardonnay e Sauvignon) e il loro Vino santo (per anche 10 anni!). Le note vanigliate e legnose ben si integrano con il profumo coinvolgente ed il sapore ricco, raffinato, floreale di questa grappa.
Pulisce la grassezza del dolce, accompagna le mele e il cioccolato bianco nei loro profumi, conclude degnamente una cena in alta quota che ha regalato una serata diversa, a me e a tutti i partecipanti, in questo bellissimo rifugio.