Cromie in concerto

UN VIAGGIO TRA LA TELA E LA TAVOLA

Cena degustazione
Venerdì 15 maggio 2025 
Centro di appassimento del Torchiato di Fregona (Osigo, TV)
Performance artistica di Paolo Loschi accompagnato dal pianista Andrea Duprè con cena degustazione finale a cura della Sommelier Luana Bottacin e Tahin Catering.

Avete mai pensato ad un calice di vino come un insieme di note che risuonano ai nostri sensi?
E ad un piatto come un quadro dipinto da una tavolozza di colori e sapori?
Io sì, ed assieme alla Pro Loco di Fregona, in questa serata, ho voluto regalare l’arte portata in tavola tra cibo e vino: un viaggio tra la tela e la tavola.

Profumi e sapori, ma soprattutto i colori sono stati i protagonisti della serata: dal quadro dipinto dal vivo da Paolo Loschi sulle note di Andrea Duprè fino ai vini raccontati ed abbinati ai piatti preparati dalla squadra al femminile ormai al mio fianco da moltissimi eventi, di Tahin catering, rompendo gli schemi e portando l’estro dell’arte anche nel food-pairing.

Cinque vini del territorio e protagonisti della 50^ Mostra del Torchiato e vini dei Colli di Conegliano DOCG con il protagonista assoluto che ha aperto e concluso la cena in due sue vesti: l’annata 2020 e la speciale riserva “10 anni” annata 2013.

Cinque i colori che hanno legato il quadro dipinto live ai vini degustati: l’arancione e il marrone che richiamavano l’ambra del Torchiato, il giallo del Manzoni Bianco e della Bianchetta spumantizzata, il fucsia che si legava alle sfumature violacee e porpora del Rosso colli di Conegliano.

Cinque i colori di un quadro, dello stesso artista, raffigurante le colline che ci circondavano che abbiamo trovato nei piatti: il nero del piatto su cui è stato servito l’entrée, il marrone bruciato della spennellata sotto la quiche, il verde del pesto sugli gnocchetti, il giallo degli ingredienti della seconda portata ed il blu…richiamato da un meraviglioso fiore di cardo a completare l’impiattamento del dolce.

La nostra cena degustazione tra colori, profumi e sapori…

Entrée
“Piera Dolza” Torchiato di Fregona Colli di Conegliano DOCG 2020 (Cantina Produttori Fregona) e pan brioche con patè al Torchiato

Avete mai pensato ad un vino dolce che possa accompagnare l’inizio di un pasto abbinato ad un piatto d’entrata?

Nell’arte dell’abbinamento cibo-vino (l’arte del food-pairing) ci sono delle regole da seguire affinché le sensazioni organolettiche tra calice e piatto si esaltino, si sposino e si esprimano nella loro miglior veste; solo in questo caso si può parlare di abbinamento perfetto.
Le regole però, dopo essere apprese, è bello imparare a romperle per scoprire nuovi modi di degustare e nuovi mondi di sensazioni in cui farsi trasportare.

Il vino dolce così, valorizzato da altre sue caratteristiche, può essere abbinato non solo ad un piatto dolce.

Iniziamo il nostro viaggio dalla tela dell’artista Paolo Loschi alla nostra tavola con un pan brioche con paté d’anatra al Torchiato che ho deciso di abbinare con il Torchiato di Fregona DOCG 2020, l’ultima annata in commercio.

Il piatto dalla tendenza dolce e che vede il padrone di casa presente anche tra gli ingredienti del paté, si va a sposare ad un vino dolce, passito, servito però freddo, dove le note più “spigolose” che emergono con la bassa temperatura vanno a smorzare la dolcezza e la morbidezza. L’acidità si fa così maggiormente sentire ed aiuta ad avere l’abbinamento ideale per sposarsi con gli ingredienti del piatto: dolce con dolce – ma non esagerati in entrambi i casi, la freschezza e l’acidità aiutano a sgrassare la grassezza e la pastosità del paté, così come il leggero tannino presente nel vino dato dall’affinamento in legno, un tannino morbido che lega le sensazioni tattili al palato.

Ci regala una complessità ammaliante questo vino unico, scrigno di saperi, tradizioni, storia, ricordi, cultura territoriale ed emozioni. Avvolge con le sue note di albicocca e pesca disidratate ed in confettura, uva passa, noccioline tostate, fichi, agrumi canditi, spezie morbide e dolci, vaniglia e datteri.

Antipasto
Manzoni Bianco Marca Trevigiana IGT 2022 “Le Conche” (Salatin) e quiche alle erbe di campo su fonduta di formaggio del Caglieron 
Ai piedi del Cansiglio, in una zona vocata alla vite già dal XV secolo, nasce un vino nobile e raffinato che prende il suo nome da una particolare conformazione del terreno: Le Conche.

Le uve di Incrocio Manzoni 6.0.13, figlie delle sperimentazioni dei professori Luigi Manzoni e Giovanni Dalmasso negli anni ’30, regalano un vino di gran personalità che si sposa alla perfezione con l’aromaticità del piatto: elegante nelle sue note di fiori bianchi e fiori di campo, abbraccia i profumi di erbe aromatiche, di menta fresca e frutta a polpa bianca matura e succosa; il leggero affinamento in legno lo rende estremamente fine donandogli lievi note vanigliate. Un Manzoni bianco che non ti aspetti…ma che aspetta solamente di essere assaporato, sorso dopo sorso, tra un boccone e l’altro di quiche con la fonduta di formaggio affinato nelle Grotte del Caglieron di Fregona, incastrandosi perfettamente come delle pennellate su un quadro.

Primo
• Rosso Colli di Conegliano DOCG “Kòme” 2021 (Masot) e gnochetti alle erbe aromatiche con carciofi e bocconcini di cinghiale brasato

Questo vino arriva dal paese delle fiabe, Sarmede, e porta con sé tutta la magia che un racconto può suscitare. L’etichetta fa già viaggiare in un mondo incantato e sorso dopo sorso, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Marzemino (come definisce il disciplinare di produzione dei Colli di Conegliano DOCG per il Rosso) regalano un volo tra fragole, ciliegie, lamponi, viole, menta, cioccolato. Brioso, diretto, dallo spirito dolce con un difficile compito: sposarsi con la complessità di un piatto non da poco. Vince senza prevaricare e farsi prevaricare: la dolcezza degli gnocchetti, i profumi delle erbe aromatiche, il carattere forte dei carciofi e la personalità dei bocconcini di brasato creano un quadro complesso che “Kòme” conclude con le sue pennellate rendendolo completo.

Secondo
• Bianchetta Metodo Classico pas dosè “Ico” 2019 (De Bacco) e petto di faraona glassato e dadolata di patate
Rompere gli schemi, portare l’estro dell’arte in tavola e negli abbinamenti. Questo era il mio intento quando ho pensato a questa serata: iniziare con un passito dolce per abbinare un rosso al primo piatto e sgrassare il palato verso la conclusione con una bollicina affiancata alla seconda portata.
Questa Bianchetta non si fa intimorire: vendemmiata nel 2019 e affinata in bottiglia sui propri lieviti per 6 anni e mezzo, dimostra un carattere non indifferente. 100% bianchetta trevigiana coltivata sui pendii bellunesi di Feltre da Marco e Valentina De Bacco, due giovani vignaioli che hanno saputo salvare la viticoltura di montagna preservando vigneti e tradizioni dei pochi vecchi del paese rimasti.
Stupisce al primo impatto con la sua evoluzione. Un percorso di sfumature di giallo dalla tela alla tavola, al calice. Al naso spiccano note di zucchero filato, frutta secca zuccherata, noccioline caramellate, mandorla, albicocca disidratata, buccia di arancia e di clementina essiccate. Il sorso si fa accompagnare dalla faraona glassata egregiamente.

Dolce
• “Piera Dolza” Torchiato di Fregona Colli di Conegliano DOCG “10 anni” 2013 (Cantina Produttori Fregona) e mousse di cioccolato fondente al Torchiato servita con croccante alle nocciole 
Come non festeggiare il Torchiato di Fregona, nel luogo dove nasce, regalandogli spazio all’apertura di questa cena e nella chiusura con la sua massima espressione: il vino dei caratelli migliori viene selezionato e lasciato affinare per 10 anni. Nasce così la riserva “10 anni”, l’evoluzione del Torchiato alla sua massima potenza: la frutta disidratata diventa confettura e caramellata, cioccolato, datteri e fichi ricoperti di cioccolato al latte, caramello e caramella, buccia di agrumi canditi, piccola pasticceria, uva passa sotto spirito, vaniglia e spezie dolci.
Ambra liquida nel calice, densa, morbida ed avvolgente che abbraccia la cremosità della mousse. L’estasi dell’ultimo sorso e dell’ultimo boccone che fa viaggiare come in un quadro…di colori, profumi e sapori.

Grazie per avermi accolta anche quest’anno nella Casa del Torchiato.
Un grazie speciale a Francesca, presidente della Pro loco di Fregona, e a Loris, che mi ha affiancata con la sua passione e conoscenza nella preparazione di questa serata.