Dalla quercia alla bottiglia

Viaggio nella valle del Douro
Un viaggio tecnico, geografico, enologico e degustativo quello organizzato dalla FISAR Pordenone.
Il relatore d’onore, Carlos Veloso dos Santos, AD di Amorim Cork Italia, raccontando la storia dell’azienda leader mondiale del sughero ha incantato i partecipanti spiegando come dall’albero Quercus suber L. si ottiene il sughero con cui si fabbricano i tappi. Confermando o smentendo miti e dicerie ha spiegato come questo materiale, naturale e sostenibile, possa più o meno influenzare il vino contenuto nella bottiglia e come si sta muovendo il mondo a riguardo.
200 anni l’età che può raggiungere una quercia da sughero;
25 gli anni da aspettare per la prima decortica (l’estrazione della corteccia) e 40 per ottenere il sughero per produrre i tappi;
9 anni prima di estrarre nuovamente il sughero dal ramo o tronco decorticato.
Questi sono solamente alcuni numeri di questo mondo. 2,2 milioni di ettari di foreste di sughero nel bacino del Mediterraneo. Un polmone verde di etica e sostenibilità ambientale, dove l’attenzione per l’albero e per la natura è estrema. Le asce tra le mani esperte dell’uomo tolgono delicatamente la corteccia dalla pianta. Nessuna ferita, ma solamente un gesto che la fortifica.
Solo alla terza decortica, quando la corteccia ha raggiunto l’adeguato spessore, si possono iniziare a produrre i tappi che tutti noi troviamo nelle bottiglie di maggior rilievo.
Un viaggio tecnico che poi ha proseguito portandoci geograficamente con la mente nella Valle del Douro, nel nord-est del Portogallo, dove 45 mila ettari vitati si estendono tra le regioni del Baixo Corgo, Cima Corgo e Douro Superior. Qui si coltivano moltissime varietà di cui 76 sono utilizzate nella produzione del Vino Porto; quelle utilizzate principalmente sono: Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Roriz (Tempranillo), Tinto Cão, Tinta Barroca.
Porto, dalla città di Oporto, importante centro commerciale e navale che per secoli ha visto partire soprattutto alla volta dell’Inghilterra le botti che arrivavano dall’entroterra, lungo il fiume. Un paesaggio splendido naturalisticamente lungo tutta la vallata, una viticoltura eroica fatta di terrazzamenti e tanto lavoro per portare nel calice un territorio più unico che raro.
La stessa storia del vino Porto è strettamente legata alle sue rotte commerciali. Nonostante in zona già in epoca romana la vitis vinifera fosse piuttosto diffusa furono proprio gli inglesi, dalla fine del seicento in poi, ad assorbirne per lungo tempo la produzione, alimentandola, costretti a trovare alternative ai vini francesi che, a causa dell’embargo sull’importazione, non erano più disponibili. Come in altri casi (vedasi Sherry e Marsala) il problema era soprattutto legato al suo trasporto, per far sì che il vino riuscisse quindi ad affrontare il lungo viaggio era usuale a quel tempo aggiungere a ogni botte una piccola percentuale di brandy; l’alcool ne stabilizzava il profilo e ne garantiva l’integrità per tutta la durata.
Un’altra versione attribuisce questa invenzione ai monaci della regione del Douro, abituati ad aggiungere in fase di fermentazione una piccola percentuale di acquavite. Una pratica che non solo rendeva il vino più longevo e più caldo ma anche dolce visto che non tutti gli zuccheri si esaurivano trasformandosi in alcool.
Quello che è certo è che con il passare dei secoli le tecniche produttive si sono affinate andando a definire lo stile di un vino che non conosce simili, le cui caratteristiche storiche lo vedono appunto tanto dolce quanto alcolico, peculiarità in grado di vivere in perfetto equilibrio e capaci di contribuire ad alcuni dei più affascinanti vini fortificati al mondo.
Tradizionalmente le uve erano e, in alcuni casi sono ancora, pigiate con i piedi in grandi vasche chiamate lagares. Dopo la pigiatura il mosto viene lasciato fermentare e macerare per due o tre giorni, al termine dei quali viene aggiunta l’acquavite per fermare la fermentazione e mantenere la dolcezza caratteristica di questo vino.
Il Porto non viene prodotto in un’unica tipologia, nel corso del tempo si sono formati quegli stili che ne hanno fatto la fortuna, dal più semplice e immediato al più ricco, quello la cui sosta nella cantina di invecchiamento è più lunga.
Nonostante ne esista anche una versione bianca, il Porto Blanco, i vini più rilevanti della regione nascono da uve rosse.
La prima e più importante classificazione è relativa al tipo di invecchiamento: breve, in botti grandi, per mantenere il colore rosso rubino, gli aromi fruttati e la giovinezza per il Porto Ruby e di maggior durata, in botti grandi prima (per tre anni) e in barrique poi per ottenere un’evoluzione all’ambrato dei colori e ai sentori più ossidati, di frutta secca e note legnose per il Porto Tawny.
I Porto Ruby possono essere ulteriormente classificati in Reserva (vino che si distingue per l’ottima qualità), LBV – Late Bottled Vintage (Porto ottenuto in un’annata eccezionale con un’invecchiamento in botte di almeno quattro anni), Vintage (ottenuto nelle annate migliori con l’indicazione dell’anno in etichetta).
I Porto Tawny possono fregiarsi della menzione Reserva, allo stesso modo della tipologia Ruby, possono riportare in etichetta l’indicazione dell’età media dei vini utilizzati per il blend oppure nei Colheita (ottenuti da una singola annata) riportare l’annata di raccolta.
Negli ultimi anni questa regione si sta facendo notare anche per una buona produzione di vini secchi (bianchi, rossi e rosati) racchiusi nella DOC Porto.
Il coinvolgimento dei sensi è iniziato proprio con un vino bianco prodotto nella regione del Cima Corgo. Un bianco secco, un blend di quattro vitigni portoghesi che vedono nel loro percorso fino alla bottiglia un leggero passaggio in legno che conferisce al vino corposità e persistenza aromatica. Abbiamo trovato così, nel Grainha DOC Douro reserva 2017 vinho branco, complessità aromatica di note floreali che spaziavano dai fiori bianchi ai fiori di campo, note fruttate (frutta bianca come l’albicocca, la pesca e la mela ed esotica: mango, lime, pompelmo), sentori minerali di gesso e di talco, note speziate (legno di liquirizia, cannella, garofano) e balsamiche (menta fresca, eucalipto); pieno in bocca: caldo, alcolico con una spiccata acidità e marcate note sapide. Una buona persistenza con sentori di liquirizia che restano marcati al retrolfatto.
Nella stessa regione, con alcuni dei vitigni tipici con cui viene prodotto il Porto (Touriga Nacional, Tinta Roriz, Tourica Franca, Tinta Cão) viene prodotto dalla cantina Quinta Nova il secondo vino in degustazione. DOC Douro 2017 Unoaked, quindi nessun passaggio in legno, vinho tinto, rosso rubino intenso con riflessi violacei; con un bouquet al naso che racchiude la frutta rossa (mora, lampone, ciliegia, prugna), una leggera speziatura e mineralità; Leggermente spigoloso al palato per le note acide e tanniche, segno di giovinezza.
Ma il viaggio iniziato non poteva che concludersi con il Re della serata.
Due i Porto degustati.
Un Porto Ruby LBV, ottenuto da un blend di uve di un’unica vendemmia, la 2012, prodotto da W. & J. Graham’s, nella regione del Douro superiore; rosso rubino, molto intenso; corposo e morbido con note aromatiche di frutta rossa sottospirito e sciroppata, un mix di amarena, prugna e mirtillo; frutta secca (nocciola, mallo di noce), fichi secchi, datteri e uvetta, spezie, cacao e sentori balsamici; la morbidezza nello scorrere nel calice, i sentori caldi al naso si ritrovano nell’avvolgimento del palato all’assaggio.
W. & J. Graham’s Porto Tawny 10 Years Old, il secondo e ultimo in degustazione; “10 Years Old”, cioè 10 anni l’età media dei Porto utilizzati per il blend di questo vino, affinato per tre anni in botti grandi per poi seguire l’affinamento in botti più piccole e arricchirsi di note ambrate, ossidate, morbidezza in bocca con dolce e amaro equilibrati, sentori di frutta secca (mallo di noce, nocciole, arachidi, mandorle), tostatura, caffè, cacao, foglie di tabacco al naso mixate con note di cannella e zafferano.
Non è stata una semplice degustazione, ma un interessante viaggio virtuale di cultura e sensorialità.






